My Place – Sally Morgan

(the english version is down under)

Spero di riuscire a trasmettervi in queste poche righe la bellezza di questo libro. Un racconto sincero, dettagliato e meraviglioso di una ragazza in cerca di spiegazioni e chiarimenti sulle proprie origini.

Purtroppo il titolo italiano, “La mia Australia”, non riesce a trasmettere quello che la scrittrice voleva comunicarci. “My Place” il titolo originale,  il mio Posto, il luogo di appartenenza, delle sue radici, della sua identità, del suo patrimonio. Ma quali radici? Sally, prima di cinque figli, un padre alcolizzato reduce della Seconda Guerra Mondiale, una mamma indaffarata a tenere unita la famiglia e una nonna sempre presente ma taciturna, non conosce nulla del suo passato. Quando a scuola incominciano a prenderla in giro per la sua pelle scura, sua madre le dice che le sue origini sono indiane, fine della discussione. Ma lei non ci sta. Sa che sua madre e sua nonna le stanno nascondendo qualcosa, ed inizia a domandare, a ricercare ed a scoprire.

Sua nonna, Daisy, è aborigena, frutto di una relazione di un occidentale con una serva nera, nel profondo Nord, dove non era importante riconoscere i figli, le loro vite non valevano tanto quanto quelle dei figli bianchi. Lei e i suoi fratelli fanno parte della famosa “Generazione Rubata”, figli meticci che secondo il governo australiano non potevano essere cresciuti dalle madri aborigene,  ma potevano venire strappati dalle loro famiglie per essere cresciuti in orfanotrofi senza amore.

L’Australia ormai è bianca, non c’è più posto per coloro che l’hanno vissuta sino a quel momento. Meglio dimenticarsi delle proprie radici, e non far soffrire i nipoti con vergogne inutili e discriminazioni dolorose.

Sally però sente questo legame forte con la terra, sente dentro di sè le tradizioni dei suoi avi, i canti e i riti del suo popolo. E scrive questo diario struggente, una storia vera, a volte dimenticata, degli aborigeni australiani. Sua mamma la capisce e le racconta quello che ha vissuto, vuole essere partecipe di questo libro, perché “Non è mai stato scritto niente sulla gente come noi, tutta la storia è sull’uomo bianco. Non c’è nulla sugli aborigeni e su quello che hanno passato”. E sarà difficile, bisognerà andare contro il governo, contro la politica che per decenni ha tenuto nascosto anzi, ha legalizzato strategie di sterminio contro gli aborigeni.

Sally Morgan riesce a trasmettere in modo esemplare il legame forte che hanno i nativi australiani con la natura, con questo terreno arido e duro, che ancora oggi nasconde tanti segreti e pericoli. I loro canti, la loro musica legata ai paesaggi, i sogni premonitori, la forza guaritrice che ognuno di loro ha, il rispetto per tutti gli essere viventi e i riti ancestrali che sentono ancora vivi, dentro di loro.

Ci sarebbero altre mille cose da dire su questo libro, una finestra spalancata su questo mondo a molti sconosciuto. Sally Morgan è riuscita a parlarne in modo chiaro, semplice, come se stesse scrivendo una lettera ad un caro amico, per renderlo partecipe delle sue scoperte, delle sue conquiste.

Leggetelo, vi riempirà il cuore.

Outback - Sally Morgan, 1989
Outback – Sally Morgan, 1989

It will not be easy to describe the beauty of this book in few paragraphs. A wonderful, sincere, detailed story about a girl searching for answers and explanations regarding her origins.

Thanks to the title, “My Place”, the author made us understand the importance of this land, as a sense of belonging, as her roots and identity, her heritage. But which roots? Sally, first of five siblings, with an alcoholic father, veteran of World War II, a busy mother and a grandmother of few words, doesn’t know anything about her past. And when all her classmates began to mock her dark skin, her mom told her to say that her family backgrounds were Indians, end of discussions. But she didn’t  believe it. She knew that her mother and grandmother were hiding something, and she started to ask questions.

Her grandmother, Daisy, was a mixed race Aboriginal girl, whose mother was a slave and father a white property owner, whose identity is still unknown. The lives of these mixed race babies weren’t as important as the ones of the white kids, and no white man ever acknowledged one of these children as their own. Daisy and her brothers were the kids of the “Stolen Generation”, half-castes boys and girls who, for the Australian Government, couldn’t be raised by their Aboriginal mothers but could grow up alone, far away from their families in loveless orphanages.

Australia was white, and there wasn’t any space left for the people who lived there since the dawn of the country. It was better to forget everything, their heritage and identities, and not make their grandchildren suffer worthless shame and painful prejudices. 

However Sally feels this strong bond with nature, inside her there are still powerful ancestors traditions, songs and rituals of her community. For this reason she writes this heart breaking diary, a true story, most of the time forgotten, of Australian Aboriginals. Her mother understands her and tells her everything she’s been through, she wants to be part of this book because “It has never been written anything on people like us, all the history is about the white man. There’s nothing about the Aboriginals and everything they’ve suffered”. And it will be hard, because she has to go against the government, against the administration that for decades kept hidden and legalized plans of actions against the natives.

Sally was able to pass down to everyone the strong connections the natives have with nature, with this dry land that till today hides a lot of secrets and dangers; their songs, their music connected with the landscapes, their prophetic dreams, their healing powers, their respect for every human beings and their ancestral rituals that they still fell alive in their everyday lives.

I could have written other millions of things about this book, this wide open window on this amazing world still unknown to many. Sally Morgan was able to talk about it in a clear way, as she was writing a letter to a dear friend, to share with him her discoveries and her achievements.

Read it, it will fill up your heart.

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